il blog ufficiale della radio di spreaker.

Archivi del mese: aprile 2013

Oggi,proprio in questo momento voglio parlarvi cari amici di questo blog e di radiocity di una cosa molto crudele che ho visto oggi su facebook.

partendo da una premessa che nel social network inizia a essere pieno di persone ignoranti che di divertono a pubblicare (in questo caso) foto di bambini con gravi deformazioni.

ora in questo caso non pubblico’ la foto di questa bambina per rispetto della sensibilita’ di questa speciale creatura, e mai pubblichero’ foto di  bambini sul web.

la ragazza in questione,si divertiva a pubblicare la foto  della bambina su facebook e ha inserire come commento sarcastico,”quanto date a mia sorella da 1 a 10″–

 una vergogna….

ho segnalato la foto a facebook,tanti i commenti di affetto per la bambina..

forse toglieranno la foto,ma gli ignoranti e crudeli non possono di certo sparire dalla nostra societa’.

offendere e ridere di una bambina,che di differenze non ha proprio niente (anzi sono persone che hanno una sensibilita’ e un altruismo sopra ogni limite) e’ ORRENDO e’ puramente una forma di barbaria e senso di bestialita’.

alla bambina auguro una vita speciale,alla ragazza che ha speculato sulla sua foto,auguro un incontro con Dio…

giuseppe P.

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Nella testa c’ho le immagini
di quando stavi ancora qui
mentre cancello le tue immagini
dal mio pc
L’attrazione non è sempre amore come dicono
due calamite uguali a volte si respingono
E a volte vincono gli errori
se servono a imparare
tu sei solo uno sbaglio da non rifare
tolgo la vibrazione al cellulare quando dormo
così se mi chiami con te in un sogno
non me ne accorgo
Morto,dentro,innamorato di un ricordo
lottano ragione e sentimento
vorrei dimenticarti al mio risveglio
come “Memento”
quando dico che ora penso solo a me mento.
Certo,tu mi pensi,io ti penso
ma se una storia non ha fine non ha senso
penso,che pure in questo inferno
con certe parole di ghiaccio
ti perdo come d’inverno.

Leggi qui: http://www.rnbjunk.com/testo-parole-di-ghiaccio-emis-killa-241/#ixzz2PvRROXzU

Recita cosi una parte della canzone del grandissimo Emis Killa.
Questo artista c’e a chi piace e c’e chi non piace ,ma una cosa non si puo’ di certo negare,quanto sia bravo e quanto talento abbia questo rapper.
L’amore e’ il protagonista di questa canzone,lo si capisce facilmente ascoltandola,parla delle difficolta’ che provano due innamorati o coloro che lo sono stati e la paura di scegliere le giuste soluzioni per la crisi di amore.Un testo molto poetico e molto legato alla realta’ giovanile attuale.

I discorsi freddi che fai
si scioglierebbero nel calore
di un abbraccio,lo sai

questo inverno sta finendo…e se lo dice Emis ci crediamo!


inizia…. cosi il film di Rodrigo Cortés con Ryan Reynolds ,BURIED SEPOLTO,un film del 2010 che oggi in questo blog voglio in sintesi raccontarvi,e gia’ torniamo alla prima parola di questo articolo …inizia con una terrificante immagine nera dove si sentono lievi rumori del protagonista intendo a capire dove si trova,e poi come e perche’ si trova in una bara di legno.il camionista paul conray,rapito in iraq solo perche’ considerato un soldato americano dopo che il suo convoglio e’ stato attaccato,si ritrova sotto terra con una matita,un telefonino e un accendino.I suoi rapitori lo hanno preso sotto sequestro e rinchiuso in questa bara, Dopo diverse chiamate e la paura che cresce con il passare del tempo riesce a parlare con il signor Brenner,una persona abile a tirare fuori le persone sottoterra ma che alla fine non riesce a salvarlo,perche’ proprio alla fine paul viene travolto dalla sabbia che entra nella bara.Un film drammatico e tragico che testimonia uno degli atti piu’ barbari e crudeli che possa essere vittima un essere umano. Il film e’ stato ispirato al brano la sepoltura prematura di Edgar Allan Poe,dai racconti del terrore.Infine nel film come nel brano del celebre scrittore prevale la paura di essere sepolti vivi o presunta morte tale fobia viene chiamata Tafofobia,ma di questo parleremo ampiamente piu’ avanti.
Non ‘ e detto che bisogna soffrire di questa fobia,lo stesso Edgar Allan Poe ne soffriva,per avere paura di una simile situazione.
molti soffrono di claustrofobia(la paura dei luoghi chiusi)questa fobia e’ uno stato di claustrofobia ancora piu’ cronico e drammatico e di certo possiamo affermare che dei casi di sepolti vivi sono realmente accaduti!Tra disgusto e orrore,meglio tornare a parlare di cose piu’ allegre qui nel blog di radiocitymusic,anche se di questa fobia come detto poco fa ritorneremo a parlarne!


Immagine

 

fonte: www.yurileveratto.com 

Navigando sul web sul sito yurileveratto.com ho trovato questo articolo davvero molto bello,tutto da leggere.lo ringraziamo perche’ permette anche noi ,di scoprire una meravigliosa cultura come quella cinese e ci permette di vedere meglio le tre gole di Chang Jiang.

la Cina a parte la questione Tibet(dove da questo punto di vista a me mi trovera come un suo oppositore piu’ cattivo) e’ una terra tutta da scoprire e le bellezze tutte da ammirare.iniziamola a scoprire con questa  bellissima storia.

Nell’ottobre del 2002 stavo viaggiando in Asia. Avevo attraversato la Malesia, parte di Sumatra, la Thailandia, il Laos e il Vietnam. Da Hanoi, enorme città di quattro milioni di abitanti percorsa da innumerevoli motocicli, presi un treno che mi condusse in Cina. Mi svegliai alle cinque del mattino e mi incamminai verso la stazione. D’un tratto, proprio nel marciapiedi dove camminavo, vidi una di quelle scene che non si dimenticano tanto facilmente: una famiglia intera, composta da padre, madre, figli e nonni, che mangiava zuppa di maiale cucinata a fuoco lento in un enorme pentola. Fu una visione ancestrale che mi fece capire quanto è distante la cultura asiatica dalla nostra. 
Il viaggio in treno fu relativamente tranquillo e in circa otto ore giunsi quasi alla frntiera con la Cina. L’ultimo pezzo di strada lo percorsi in una motocicletta: un ragazzo mi condusse a qualche centinaio di metri dal confine.
Una volte effettuate le formalità di entrata in Cina, presi un autobus che mi condusse nella vicina città di Nanning, dove dormii.
L’indomani giunsi a Guangzhou (pronuncia in cinese: Guangiou), enorme città di dieci milioni di abitanti. Per poter comunicare con i nativi, mi resi conto che dovevo cavarmela a gesti, o imparare qualche parola di cinese. Uscito dalla stazione degli autobus ebbi l’impressione di essere in un film di fantascienza: autostrade sopraelevate a otto corsie percorse da migliaia di veicoli e altissimi edifici in vetro-cemento mi fecero subito capire che la Cina è ormai una superpotenza economica. Il prezzo da pagare però per la rapida ricchezza e il tumultuoso sviluppo è un crescente inquinamento di aria e acqua, causa di malattie e disagi per la popolazione. 
Fermai un tassista e gli dissi “pinquan” (hotel). Gli mostrai inoltre un foglietto con scritto “30/40 Y”. Volevo infatti che mi portasse in un hotel il cui costo fosse di 30, massimo 40 Yuan, la moneta cinese, per notte. 
Il gioco era fatto, pensavo, bastava pronunciare il nome di ciò che si desiderava e scrivere il prezzo con i “nostri” numeri, che vengono usati anche in Cina. Il tassita sembrò capire e mi portò in un discreto hotel proprio davanti al fiume delle perle. A Guangzhou mi fermai qualche giorno, e mi immersi nei suoi brulicanti mercati. Imparai altre frasi in cinese, come per esempio l’utilissimo “Duo sao chen?” (Quanto costa?). 
Poi venne il momento della partenza, l’idea era di giungere a Chongqing in treno, per poi percorrere il fiume Chang Jiang o Yangtze (fiume azzurro) e vedere le famose tre gole. Mi diressi verso la stazione ferroviaria di Guangzhou, un enorme edificio costruito nell’era di Mao Tze-Tung.
Dopo aver fatto la fila per il biglietto, pronunciai il nome della città dove ero diretto al cassiere: “Chongqing”. Ma l’impiegato non comprese, probabilmente la mia pronuncia del mandarino difettava leggermente e così, ignorandomi, si occupò del successivo viaggiatore.
Per un attimo non seppi che fare e mi sentii perso in mezzo alla folla. Dopo pochi istanti notai un turista, orientale, ma con valigia e vestiti alla moda. Mi avvicinai e gli chiesi se parlava inglese. Lui mi rassicurò. Era giapponese, e aveva viaggiato a Guangzhou per la fiera del settore tessile. 
I giapponesi capiscono e leggono il Kangi, gli ideogrammi cinesi. In un foglietto mi scrisse “Chongqing” in cinese, oltre a “cuccetta di seconda classe”.
Rifeci la fila e, al momento di parlare con il cassiere, mi limitai a mostrare il bigliettino consegnatomi dal giapponese. Funzionò.
Prima di partire mi feci scrivere i nomi di altre città cinesi, dove avrei voluto viaggiare, in modo da poter farmi capire.
Il viaggio in treno fu lunghissimo, circa due giorni. Mi resi conto dell’immensità di questo paese-continente, il terzo della Terra per estensione dopo Russia e Canada.
Conobbi una ragazza di circa trent’anni, e fui colpito dalla sua travolgente simpatia. Lei mi insegnò altre parole in cinese, come per esempio fan, (riso), mien, (spaghetti), pi-giò (birra) e frasi utili come: “ua scia c” (vorrei mangiare).
Imparai a destreggiarmi nella carrozza ristorante e apprezzai un gustoso piatto caldo, simile ai nostri tortellini in brodo, chiamato “quantuen”.
La ragazza mi spiegò anche che per i cinesi la Cina viene chiamata “Zhonghuà”, ovvero “paese del centro”. I cinesi si considerano infatti al centro del mondo e sotto molti aspetti hanno ragione. 
Il viaggio in treno mi permise di apprezzare il meraviglioso paesaggio cinese, fatto di sterminate risaie, dolci colline e alte montagne. Quando arrivai a Chongqing mi sistemai in un hotel mi diressi in centro per fare quattro passi e ambientarmi nella città fluviale. 
Chongqing è un’enorme agglomerato di sette milioni di persone e sede di numerosissime industrie meccaniche e tessili. E’ molto inquinata e una perenne nebbiolina la avvolge. Dopo aver camminato nelle scintillanti vie del centro e nei brulicanti mercati arrivai al porto, dove mi informai sul battello per Wuhan. Purtroppo non vi era posto nè in prima nè in seconda classe e così mi accontentai di un biglietto di terza classe per Wuhan, viaggio che mi avrebbe permesso di vedere le tre gole.
Nel 2009 le gole non saranno più visibili perché il grandioso progetto della diga di Yichang, la più grande del mondo, alzerà il livello del Chang Jiang e sommergerà varie città e numerosi siti archeologici. Tutto ciò è necessario perche la Cina, la cui popolazione cresce di ben sette milioni annui, ha un crescente bisogno di energia. L’indomani mi diressi verso il porto, di buon ora. Dovevo dividere la cabina con una famiglia cinese e ciò mi preoccupava un pò. Presto però mi abituai sia al rumore sia al cibo della terza classe e passai il tempo osservando il panorama e il fiume Chang Jiang (in cinese “fiume lungo”).
Chiamato anche fiume azzurro, con i suoi 6300 chilometri di lunghezza è il terzo fiume più lungo della Terra. Nasce nell’altopiano tibetano a circa 5000 metri d’altitudine. 
Il giorno successivo il battello si fermò a Fengjie, città fantasma che stava per essere smantellata in quanto sarà parzialmente sommersa dalle acque.
Poi il viaggio continuò e il battello passò attraverso le famose tre gole. E`uno splendido paesaggio naturale che purtroppo verrà inondato nei prossimi anni. 
In questa tratta il fiume è stretto ma profondissimo. Le sue acque sono limacciose e fredde. In inverno spesso cade la neve trasformando quest’area in una magica valle incantata.
Durante il viaggio il battello fece numerose soste nei villaggi per caricare persone, animali e merci. Ciò mi permise di scendere nei vari porti e visitare i mercati local dove si vendeva di tutto: cibo, spezie, tessuti, e persino stutine di Gesù, Budda e Mao Tze-Tung.
Nel pomeriggio del quarto giorno il battello passò al lato dell’immensa diga. La costruzione in cemento armato, lunga più di due chilometri, imprigionerà una massa d’acqua immane, che produrrà, pasando attraverso colossali turbine, un’energia paragonabile a diciotto grandi centrali nucleari. 
I cinesi del battello si posizionarono tutti a prua, e, durante il passaggio davanti alla diga, applaudirono e urlarono qualcosa di simile a “Viva la Cina”.
Io mi limitai ad applaudire, in fondo è dai tempi delle piramidi che l’uomo non costruisce qualcosa di così grande. 
Una volta superata la diga, il battello proseguí per altri due giorni lungo il fiume attraversando immense zone coltivate a riso. 
La prima impressione che ebbi della Cina fu quella di trovarsi davanti a un paese granitico, di gran lunga il più potente del mondo.
Finalmente, dopo sei giorni di viaggio, giunsi a Wuhan, città industriale di otto milioni di abitanti, da dove proseguii in treno per Shangai.

YURI LEVERATTO


un omaggio a uno dei musicisti e cantanti piu’ amati nel nostro panorama musicale italiano e non.Il maestro Franco Califano ci ha lasciati pochi giorni fa insieme a un altro grande musicista come Enzo jannacci.il weekend di pasqua 2013 ci toglie davvero tanto,due grandi artisti passano a miglior vita,lasciandoci sempre piu’ soli.con questa canzone che meglio rappresenta il maestro Califano ,li salutiamo entrambi.Un commovente arrivederci a due grandi maestri!